Tagliata di Cervia / Cesenatico
Sabato 17 luglio 2021
È nuvoloso, la notte ha piovuto ed è troppo freddo per andare in spiaggia.
Manco da oltre due anni da questo spicchio di Romagna in cui sono arrivato ieri.
Prima ero un habitué annuale di questo posto di mare, mare che non mi è mai piaciuto molto, poi la Metamorfosi, la conseguente perdita del lavoro amato e tante altre situazioni tra loro collegate mi hanno tenuto lontano dall'appartamento di Paola e delle sue sorelle. Ma oggi eccomi qui, di nuovo, reduce dallo stupendo concerto in omaggio a Battiato, concerto pianoforte e voce tenuto da Carla Bissi e Carlo Guaitoli ascoltato la sera prima presso l'Arena della Regina di Cattolica.
Ho in garage sia la mia bici che quella di Paola. Dopo aver sbrigato due pratiche casalinghe dico a Paola che voglio andare a vedere la tomba di Pantani. Il cimitero di Cesenatico dista circa tre chilometri dall'appartamento: "Andiamo in bici" mi dice lei. Così pedaliamo, e in poco più di dieci minuti siamo davanti all'ingresso del cimitero. Entriamo, vedo un gentile anziano signore cui chiedo dove posso trovare la tomba di Pantani. In pittoresco e prolisso romagnolo il simpatico vecchino ci dà le indicazioni necessarie : "dritti fino in fondo e poi subito a destra. Non potete sbagliarvi: la tomba assomiglia alla torre di Pisa". Ringraziamo, arriviamo fino in fondo per scoprire che la destra romagnola in verità è la sinistra;: ormai anche le indicazioni si son date alla politica... Davanti all'ingresso c'è un signore che pulisce. Non starò a descriverlo fisicamente perché... il perché lo spiegherò più avanti. Ci vede che rendiamo omaggio alla tomba del ciclista più forte e nonostante ciò più umiliato d'Italia, si avvicina e ci chiede "Volete entrare?". "Se possibile, molto volentieri" gli rispondo. Ci apre la porta di vetro del mausoleo semplicemente spingendola, era solo accostata, ci fa entrare e poi entra anche lui raccomandandoci di riaccostare la porta una volta terminata la visita. Sia io che Paola facciamo un gesto d'assenso, ringraziandolo. Lui, che ha in testa un vecchio cappellino da ciclista stile Bartali con la scritta "Pantani", mette una mano sulla tomba e poi ci guarda negli occhi con uno sguardo che sembra un trapano a percussione di Amore e tenerezza allo stesso tempo e con la stessa punta. Dice: "Lui, è il mio Marco. Quelli dietro sono il mio babbo e la mia mamma". Non riesco a descrivere il sentimento che ho provato quando ho scoperto di trovarmi di fronte il babbo di Marco Pantani. Lo ringrazio nuovamente e gli dico che è un onore per me avere fatto la sua conoscenza. Scambiamo ancora qualche insignificante chiacchiera e poi babbo Pantani ci lascia alla nostra meditazione. Un padre che pulisce la tomba del figlio è una persona che non può essere descritta fisicamente perché fisicamente dovrei straziare i lettori con la descrizione di un uomo tortirato. Perciò gli descrivo l'Anima. Perciò voglio descrivere l'orgoglio con cui quel padre ci ha detto "È il mio Marco", voglio descrivere la fierezza, la convinzione, la tenerezza, l'amore di questo anziano signore, l'amore di un padre davanti alla tomba del figlio e  di un figlio davanti alle tmbe dei genitori... Come potrei descrivere materialmente una situazione così innaturale, così crudele…
Marco…
Già Marco: Il Campione.
È dura essere Campioni Veri qui da noi.
È difficile essere Il Migliore.
Si dà fastidio a troppa gente invidiosa e cattiva.
Io, nel mio piccolo, ne so qualcosa.
Dev'esser stato inaccettabile per Il Campione che seppe rialzarsi da gravissimi infortuni vedersi trattato come un drogato dagli organizzatori del Tour mentre a stravincere tutto era un certo Armstrong, uno di certo, per sua stessa ammissione, "più drogato" di Pantani. E con questo non voglio fare morali a nessuno: per me gli atleti, se maggiorenni, consapevoli e consenzienti, si possono dopare/drogare tutti quanti. Questo è invece per rimarcare la Fetente Ipocrisia della stragrande maggioranza dei media e degli organizzatori di grandi eventi eccetera: Fetenti e Ipocriti! Perché ti privano della cosa che più ami, che più ti riesce meglio e che fai meglio di tutti e poi ti convincono che è colpa tua averla abbandonata…
No, Marco; non è così!
Io, nel mio piccolo, ne so qualcosa… Già !
Marco: Il Campione... Se passate da Cesenatico, andate a rendergli omaggio. Potreste incontrare un simpatico padre-figlio che pulisce i suoi cari. Dentro c'è un libro su cui poter scrivere una dedica a Marco. Io gli ho lasciato questa:
"17 luglio 2021
A essere Campioni Veri qui da noi è un'enorme fatica. Dove sei adesso, la tua pedalata in salita è ancora più fluida e potente.
Vai, Marco!
Vinci!"Â
Firmato: The Anonymous Hood.




